Se l’ape scomparisse dalla terra all’umanità resterebbero quattro anni di vita; niente più api, niente più impollinazione, niente piante, niente alberi, niente esseri umani”.

Albert Einstein

 

 

Aiutaci a salvare il mondo delle api.Aiutaci a salvare il mondo delle api.

Se sei favorevole a salvare il nostro mondo avendo capito il ruolo fondamentale delle api, aiutaci a salvarle... e ci salveremo

Compra prodotti dell'alveareCompra prodotti dell'alveare

Venendoci a trovare in azienda a Tradate tutti i venerdi dalle 14 alle 20.

Compra un Alveare                           Compra un Alveare

Hai voglia di iniziare una nuova avventura nel modno delle api.

Per saperne di più sull'Ape

Ogni ape di un alveare fa parte di una complessa e organizzata colonia. Compiti come la produzione del miele, la cura delle larve e la difesa del nido sono affidati ad un gruppo di api a seconda dell'età.

 

Habitat

Solitamente in natura una colonia d'api nidifica in una caverna asciutta oppure nell'incavo di un tronco d'albero. Quando sciamano in cerca di un nuovo nido, molte delle api vengono catturate dagli apicoltori, ciò implica l'introduzione in un alveare artificiale. L'ape prospera ovunque vi siano fiori adatti ed è ugualmente a proprio agio nei prati, nelle lande, ai margini delle strade, nei parchi e nei giardini. Se vi sono fiori di cui necessita, l’ape può sopravvivere nella savana, nella foresta o anche nel deserto e in altri simili e severi habitat. Anche i paesaggi agricoli attraggono l’ape, che è un insetto impollinatore degli alberi da frutto, dei cespugli e dei raccolti, come l’erba medica. In certe aree, gli alveari vengono trasferiti da un luogo all’altro dall’uomo, per consentire alle api di sfruttare i fiori stagionali oppure per impollinare raccolti selezionati.

 

 

(dentro all'alveare)http://www.rai.tv/dl/img/2013/05/13679193832034292825-bees-build-honeycombs-is-a-cell-for-placing-of-nectar-honey-pollen-and-bee-bread.jpg

 

 

http://www.ilcambiamento.it/foto/470/api9_.jpg

(Nutrizione delle api)

 

 

Cibo e nutrizione

L’ape si nutre del nettare e del polline prodotti dai fiori. Fino alle tre settimane di vita le operaie non vanno alla ricerca di cibo ma si occupano della costruzione degli alveari, di accudire lo sciame e di far la guardia all’alveare. Ogni ape bottinatrice, cioè dedita alla raccolta, riempie lo stomaco di nettare e ritorna all’alveare, dove lo passa all’ape nutrice che lo lavora con le mascelle, esponendolo all’aria per trasformarlo in miele. Miele e polline vengono immagazzinati nelle celle di cera o dati alle larve. Le nuove larve sono nutrite con un vitaminico “latte d’ape” conosciuto come pappa reale, prodotto da ghiandole situate nella testa delle api operaie. Questo liquido, ricco di proteine, vitamine e zuccheri è rimpiazzato dal terzo giorno da miele e polline, a meno che la larva non sia destinata a diventare regine.

 

Comportamento

Le operaie non cercano il cibo a caso, ma individuiamo le fonti di nettare lavorando in squadre organizzate. Le api bottinatrici scambiano fra loro informazioni servendosi di una comunicazione complessa, basata su danze eseguite nell’alveare. La variazione sul modello di una danza possono comunicare la distanza, la direzione e la qualità della fonte di nettare che le vedette hanno individuato. Quando le api sciamano per fondare una nuova colonia, le vedette comunicano le informazioni ai nuovi alveari in modo simile: l’intensità della danza indica allora la quantità del nuovo sito.

 

                                                                                      

http://www.ilfavo.net/sito/wp-content/uploads/2013/04/Sciame_110502_2.jpg

                                (Sciame)

Riproduzione

Solo l’ape regina del nido è fertile. Essa depone più di 2.000 uova al giorno in celle fatte di cera secreta dalle operaie. La regina produce anche un potente liquido, o pappa reale, che viene costantemente trasferito alle api operaie e quindi a tutte le altre nell’alveare. Quando il numero delle api raggiunge un punto critico, la pappa reale è diluita per provocare un cambiamento nel comportamento della colonie. Le operaie quindi cominciano a creare poco a poco celle più larghe  per i fuchi e celle giganti per le nuove regine. La prima regine a uscire cerca le altre regine e le punge uccidendole nella loro cella. Essa lascia l’alveare per accoppiarsi con i fuchi appena schiusi, trattenendo in un corpo abbastanza sperma per fecondare nel tempo milioni di uova. La nuova regina si sostituisce alla precedente nel ruolo di deporre uova e quest’ultima abbandona l’alveare alla ricerca di un luogo per nidificare, prendendo con sé molte operaie.

TOP